Inge Feltrinelli

Il mondo si conquista così

“Devi afferrare il momento giusto, the decisive moment”. Mi accoglie così Inge Feltrinelli, prima guarda me e poi indica la mia digitale. “Con le macchine fotografiche di una volta era tutto più semplice”: io fino ad un attimo prima avevo pensato esattamente il contrario, ma lei con la sua vecchia Rollei ha ritratto gli uomini e le donne più importanti al mondo. È ospite di Carla Sozzani e nella galleria  ci sono tanti amici che si avvicinano per salutarla in una delle ormai rare uscite pubbliche. Tra i primi ad arrivare Grazia Neri  : “E’ lei che mi ha scoperta”, dice Inge prima di abbracciarla. Sono passati poco più di 60 anni dalla foto che le regala eterna giovinezza, quella accanto a Hemingway e al merlin gigante: quello scatto che oggi chiameremmo selfie. “Avevo preparato l’autoscatto e il pesce era già morto e stecchito da alcuni giorni”. Oggi Inge ha i capelli di un colore diverso ma più giù il sorriso è lo stesso. Quel sorriso felice che – come dice Natalia Aspesi – le spalancava le porte di tutto il mondo che voleva conoscere. Inge – Schoenthal prima di sposare Giangiacomo Feltrinelli – ci ha mostrato Hemingway addormentato a terra nel salotto di casa, Greta Garbo ferma al semaforo quando ormai non si faceva più vedere da nessuno e Fidel in pigiama.

Mit Fotos die welt eroben, conquistare il mondo con le fotografie racconta la sua vita da fotoreporter. Oggi c’è ancora qualcuno che vorrebbe fotografare. Qualche uomo importante?

Oggi fotografo solo i miei nipotini. Nessun uomo politico, ho fotografato Churchill e Kennedy e non credo ci siano altri neppure lontanamente avvicinabili. Di sicuro non in Italia. Forse l’unico potrebbe essere Obama. Di certo non vorrei nemmeno avvicinarmi a Putin. C’è solo un personaggio che un po’ mi dispiace di non aver incontrato.

Vuol dire che nonostante tutto qualcuno le si è negato?

(sorride anche questa volta). Il mio incubo è Einstein. Le persone intelligenti mi sono sempre piaciute. Ci sono andata molto vicino però. Un’amica era quasi riuscita a combinare il tutto. Solo che nel momento in cui gli ha detto che ero una fotoreporter lui si è tirato indietro. Ha detto – lo ricordo benissimo – che le scimmie della luce non le voleva vedere. Così nulla, resta il mio cruccio. Se solo la mia amica non fosse stata così sincera ce l’avrei fatta.

Era più facile per una donna negli anni 50 o oggi?

Sicuramente era più facile un tempo. Era più facile lavorare. C’era meno concorrenza, c’erano meno diavolerie. Non esistevano le digitali. Dovevi essere brava a cogliere il momento decisivo, quello memorabile. E poi avvicinare gli uomini potenti era più facile soprattutto se eri una bella ragazza.

Anche oggi le belle ragazze si avvicinano facilmente agli uomini potenti

Diciamo che oggi le ragazze sono tutte belle. Un tempo le cose funzionavano diversamente. C’era più serietà. Oggi è più facile essere fraintesi. Soprattutto è più difficile essere spontanei.

avana

Cosa pensa delle quote rosa?

Sono contro. Decisamente contro. Il fatto che sia necessaria una legge per garantire la presenza delle donne è già una sconfitta. Prima di sposare Giangiacomo Feltrinelli con pochi dollari in tasca sono riuscita ad arrivare dove volevo. Così si conquista il mondo.

 

*Le foto sono di Inge Feltrinelli per gentile concessione della Galleria Carla Sozzani. I testi in inglese sono tratti da Inge Fotoreporter (SeniorService Books)

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